Domenico Procacci presenta

Gitmo

Erik Gandini e Tarik Saleh

Sinossi

Un autostrada piena di neve nel pieno dell’inverno svedese. Una piacevolissima conversazione telefonica ha luogo tra il regista Erik Gandini ed una voce distante. La voce appartiene al Comandante Crosson, ufficiale addetto alle pubbliche relazioni presso il Comando Meridionale dell’Esercito Americano che accoglie i registi presso la base USA dell’esercito di Guantanamo Bay, Cuba. “ Il volo per Guantanamo da Puerto Rico è gratuito...vi faremo fare una visita di tre giorni a Guantanamo Bay. Avrete l’opportunità di vedere il campo dove sono i detenuti e lo vedrete da molto vicino! Dovrete solo pagare $12 a notte per la sistemazione”
 
 
Il campo di detenzione di Guantanamo Bay, creato nel gennaio 2002, è una delle questioni più dibattute e controverse al mondo da quando gli Stati Uniti si sono impegnati nella “Guerra globale contro il terrorismo”. La detenzione dei prigionieri è stata criticata per avere completamente eluso la Convenzione di Ginevra ed ogni accordo internazionale su come trattare i Prigionieri di Guerra.
La ragione per la quale 637 detenuti di 43 paesi diversi sono rinchiusi a tempo indeterminato senza processo nè avvocati è principalmente una: ottenere da loro informazioni di intelligence, in altre parole: farli parlare.
 
La controversia su Guantanamo ha a che vedere con la Convenzione di Ginevra, che nella sua normativa sancisce che i Prigionieri di Guerra non devono rispondere a nessuna domanda se non affermare il proprio nome, i gradi e la nazionalità.
 
Lo scopo di Guantanamo è quello di far parlare le persone.
Cosa succede se non lo fanno? Gli ex-prigionieri Mehdi Ghezali dalla Svezia e Jamal Al –Harith dalla Gran Bretagna dicono ai registi come abbiano smesso di parlare con chi li interrogava:”Ci sentivamo meglio così”. Ciò, però, ha portato a maggiori problemi. Erano necessarie tecniche più “efficaci” e questo richiedeva creatività: “cosa spaventa un mus ulmano molto religioso? Cani? Contatto fisico con le donne? La musica rap? Sì, tutte queste cose.
 
A Guantanamo, nella bellezza caraibica dell’isola di Cuba i registi vengono accolti dal Sottotenente Moss, che con la faccia d’angelo e delle maniere molto soft è la loro guida durante il tour di tre giorni con lo scopo di mostrare come sia tutto perfettamente a posto nel luogo dove sono detenuti 600 prigionieri.
  “L’unica cosa di cui preoccuparsi sono le zanzare ed il sole forte che richiede una crema solare”, dice Moss che è anche ansioso di mostrare la flora e la fauna presenti nella base.
 
 
Ma i registi Erik Gandini e Tarik Saleh sono venuti a Guantanamo con una grande curiosità ed un certo nervosismo dal momento che, fondamentalmente, hanno una sola domanda, in realtà una domanda molto semplice, una domanda che sembra quasi ingenua eppure per la quale è così difficile trovare una risposta::  COSA STA REALMENTE SUCCEDENDO A GUANTANAMO?
Le risposte che ottengono da Moss e da tutte le altre interviste amichevoli ma molto controllate fatte al personale militare di GITMO (che è il nome che l’esercito ha dato alla base), dal più alto comandante in capo del campo giù lungo la catena di comando, non sono sufficienti. Troppe ripetizioni di frasi da pubbliche relazioni dell’esercito Americano, troppi “li trattiamo in maniera umana, li trattiamo umanamente, li trattiamo umanamente, li trattiamo umanamente, umanamente, umanamente.”
 
 
L’interesse dei registi ha scatenato delle voci che ora cominciano a filtrare. L’ex comandante più alto in grado a Guantanamo, Generale di Brigata Rick Baccus è stato licenziato, apparentemente per essere stato “troppo morbido” con i detenuti. La storia compare in un articoletto sul NY Times, ma l’unico che fornisce dettagli dall’interno è un ex militare americano, Glen Mc Donald. Costui ha fonti a GITMO, “Informatori confidenziali”, che affermano che Baccus si era opposto ai maltrattamenti dei detenuti e si lamentava di una lista segreta di tecniche di interrogatorio non convenzionali che volevano applicare coloro che conducevano gli interrogatori.
 
Un ex traduttore a Guantanamo, Erik Saar, dice che la musica rap e le tattiche sessuali vengono utilizzate per ottenere informazioni dai detenuti. Il suo legale gli ha chiesto di non parlare pubblicamente ma le voci già girano, musica rap e esperimenti sessuali??
Foto di questi metodi utilizzati nella prigione di Abu Ghraib in Iraq hanno portato ai processi e all’attenzione dei media di cui tutti sappiamo ma di Guantanamo non ci sono né foto né video.
......c’è qualcuno Che Sa Cosa Succede a Guantanamo?
 
I registi sanno che c’è uno svedese detenuto lì e che nessuno esterno può avere contatti con lui. Le uniche informazioni su di lui sono che non collabora assolutamente, al punto che un ufficiale americano è stato mandato in Svezia, l’Ambasciatore degli Affari Esteri Richard Prosper, con il compito di convincere il padre del detenuto, Sig.Ghezali a persuadere il figlio a parlare. Il problema è che il padre stesso non collabora. Anzi, sta creando molto scalpore perchè si rinchiude continuamente in una gabbia nella piazza centrale si Stoccolma, vestito con una tuta arancione; chiedendo disperatamente che il figlio venga rilasciato.
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