Cast Tecnico

REGIA E SCENEGGIATURA: JASMILA ŽBANIĆ

DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA: CHRISTINE A. MAIER

SCENOGRAFIA : LADA MAGLAJLIĆ & AMIR VUK

COSTUMI: LEJLA HODŽIĆ

MONTAGGIO: NIKI MOSSBÖCK

TRUCCO: HALID REDŽEBAŠIĆ

SUONO: IGOR ČAMO

MUSICHE ORIGINALI: BRANO JAKUBOVIĆ

MIXER REGISTRAZIONE AUDIO: LARS GINZEL

CASTING: ORIANA KUNČIĆ

PRODUTTORI: DAMIR IBRAHIMOVIĆ, BRUNO WAGNER, BARBARA ALBERT, KARL BAUMGARTNER, RAIMOND GOEBEL, LEON LUČEV

COMMISSIONING EDITOR: DORIS HEPP FOR ARTE, JÖRG SCHNIEDER FOR ZDF

DURATA: 100 MIN
FORMATO: 35MM, DIGITAL CINEMA
LINGUA ORIGINALE: BOSNIACO/CROATO/SERBO
ANNO DI PRODUZIONE: 2009
GENERE: DRAMMATICO



Cast Artistico

LUNA             ZRINKA CVITEŠIĆ
AMAR           LEON LUČEV
BAHRIJA       ERMIN BRAVO
NAĐA-MIRJANA KARANOVIĆ
NONNA-MARIJA KÖHN
ŠEJLA-NINA VIOLIĆ
DEJO-SEBASTIAN CAVAZZA
DOTTORE-JASNA ORNELA BERY
JUSUF-IZUDIN BAJROVIĆ
GUARDIA-JASNA ŽALICA
DIJA-LUNA   MIJOVIĆ

Il 27 Gennaio al cinema

IL SENTIERO

Jasmila Žbanic

Trailer

Sinossi

Luna e Amar, giovane coppia di innamorati, fanno del loro meglio per superare gli ostacoli inaspettati che minacciano la loro relazione. Luna perdona al marito le nottate passate a bere, ma Amar viene sospeso dal suo posto di lavoro. Rifiuta perentoriamente l’offerta di terapie psicologiche per curare la dipendenza dall’alcol. La coppia si trova di fronte ad una nuova sconfitta quando, dopo due anni di tentativi per avere un bambino, non ha altra scelta che procedere all’inseminazione artificiale.

Amar trova lavoro come insegnante di informatica, grazie all’incontro con Bahrja, un vecchio amico dei tempi della leva militare, che nel frattempo è diventato un musulmano ortodosso, rigido seguace della dottrina wahhabita. Luna non è entusiasta della proposta, perché costringerà Amar a vivere lontano dalla città e poi non le piace la faccia di Bahrija e quella di sua moglie coperta con un velo nero. Tuttavia si rende conto che Amar non può permettersi di rifiutare un lavoro ben pagato, la condizione di disoccupato lo sta trascinando sempre più a fondo nella disperazione e nella frustrazione.

Separata da Amar, senza neppure poterlo contattare, Luna ottiene finalmente il permesso di andarlo a trovare durante il lavoro nella reclusa comune wahhabita, situata sulle rive di un idillico lago. Lì, Luna scopre un mondo misterioso di rituali e donne coperte. La comunità islamica fondamentalista è un mondo antico, senza alcol, sigarette o cellulari; una società in cui le vite quotidiane di uomini e donne sono separate e rigidamente sorvegliate. Luna supplica Amar di tornare a casa, ma lui riesce a convincerla che questo luogo isolato, santuario di preghiera, gli ha restituito la pace e l’ha aiutato a smettere di bere.

Quando, settimane dopo, Amar ritorna a casa, Luna nota un tragico cambiamento in suo marito. Durante una riunione di famiglia, il suo discorso sulla ritrovata dottrina ortodossa, fa scandalo. Inoltre adesso, Ama r passa sempre più tempo nella moschea, e a casa si esercita con disciplina nella preghiera.

Luna comincia a rendersi conto della distanza crescente tra lei e suo marito quando Amar la spinge a leggere il dogma della religione. Suggerisce di astenersi da rapporti sessuali e aspettare di avere figli finché non saranno sposati secondo la legge islamica. Luna confessa che le sembra di non conoscerlo più e Amar insiste nel dirle che sta solo cercando di diventare una persona migliore.

Angosciata, Luna cerca di capire il nuovo Amar e il suo credo, ma questo la rende ancora più confusa. Comincia a dubitare di tutto quello in cui crede, anche del desiderio di avere un bambino. Le ferite di un passato tragico, assediato da scene di guerra, la tormentano. Luna si sforza di capire se veramente l’amore, da solo, è sufficiente per tenere unita la coppia in cammino verso una felicità durevole.

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Note

JASMILA ŽBANIĆ, SCENEGGIATRICE/REGISTA

ON THE PATH è il secondo film di Jasmila Žbanić. Il suo debutto, dal titolo GRBAVICA, ha vinto l’Orso d’Oro alla Berlinale del 2006, (ma anche il Premio Ecumenico e il Premio Pace), il Gran Premio della Giuria all’AFI (American Film Institute) e il Gran Premio Odyssey della Commissione Europea per i Diritti Umani. La commovente storia della ragazza madre Esma, sopravvissuta alla guerra, e il suo straziante segreto sulla figlia adolescente si sono fatti strada nei cuori di spettatori di tutto il mondo.
I primi film e documentari di Jasmila, sono stati presentati in dozzine di mostre d’arte in tutto il mondo. I più importanti sono il cortometraggio BIRTHDAY, uno sguardo ai diversi percorsi di due ragazze, una croata, l’altra bosniaca; il documentario RED RUBBER BOOTS, che segue un gruppo di madri bosniache in cerca dei loro figli, e il documentario IMAGES FROM THE CORNER, il racconto personale di una giovane donna ferita durante la guerra. Nata a Sarajevo nel 1974, Jasmila si è diploma all’Accademia di Arti Drammatiche della sua città, dipartimento di regia teatrale e cinematografica. Prima di diventare regista, ha lavorato come marionettista nel teatro di marionette “Bread and Puppet”, nel Vermont, e ha poi lavorato come clown per un progetto di Lee Delong.
Dal 1997 ha prodotto i suoi lavori grazie a Deblokada, l’associazione di artisti da lei fondata.