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REGIONE OSCURA

Andrés Beltrami

La regione oscura è quel luogo

e quel tempo nel quale è facile perdersi.

La regione oscura è la giornata di lavoro.

La regione oscura è la vita.

Sinossi

Una grande multinazionale. Un protagonista calmo e solitario. Un uomo che si è abituato alla propria esistenza. Agli aeroporti, alle stanze d’albergo pulite e silenziose, alle periferie industriali tutte uguali dove hanno sede le succursali dell’azienda. Raccogliere dati, analizzarli, stilare relazioni di dubbia utilità per i suoi superiori. Niente sembra scalfire la ripetitiva immutabilità dei giorni, fino all’arrivo in una lontana filiale immersa nella neve. In quel paesaggio scheletrico, tra capannoni svuotati e uffici deserti, i pochi dipendenti sopravvissuti alla ristrutturazione si aggirano come fantasmi. Un impiegato si uccide, senza lasciare spiegazioni. Una donna scompare subito dopo. Uno sconosciuto invia e-mail farneticanti e promette vendetta. Lasciare quel luogo in fretta per raggiungere la sede centrale non è facile come sembra. Ci sono eventi impossibili da ridurre in cifre o che non si possono trascrivere in una relazione. L’unica soluzione possibile è scuotersi dal torpore. Per riuscirci il protagonista dovrà trovare il coraggio di guardarsi dentro e attraversare la regione oscura dove, da troppo tempo, è intrappolata la sua vita.

 

Avevo sempre seguito lo stormo. Perché mai avrei dovuto smettere ora?

 

Un raffinato noir psicologico che trascina il lettore nel ventre di una grande multinazionale, e nei luoghi lividi e malinconici dell’inconscio.

 

“Non mi sbagliavo. Erano tutti lì. In cerchio, accalcati fra le scrivanie degli impiegati e gli schermi spenti. Non riuscivo a vedere cosa attirasse la loro attenzione. Nel ricordo l’immagine ritorna amplificata con caratteristiche da sogno. Chiudo gli occhi e mi sembra di vedere una fitta coltre di uomini darmi le spalle, tutti vestiti in modo perfettamente identico, con lo stesso colore di giacca e di pantaloni, un nero compatto e irreale. Vedo gli impiegati spostarsi uno dopo l’altro, continuando a darmi le spalle, con un movimento corale e ritmico, rispettando una coreografia segreta. Vedo l’assembramento aprirsi, gli uomini allontanarsi verso le pareti per creare uno spiraglio dal quale appare lucente l’immagine bianca e sfuocata della lettiga. Sulla lettiga la forma di un corpo inerte, coperto dalla testa ai piedi da un lenzuolo. Al centro del corpo, un fiore. Un fiore rosso i cui petali si allargano a vista d’occhio. Una macchia di sangue in continua espansione.”

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Note

Andrés Beltrami (1981) è originario di Mantova. Vive a Parigi dove lavora. Ha esordito nel 2011 con La cura, pubblicato per Fandango Libri, che ha riscosso notevoli consensi di pubblico e critica.