Cast Tecnico

Regia Yannick Dahan, Benjamin Rocher Sceneggiatura Arnaud Bordas Yannick Dahan Stéphane Moïssakis Benjamin Rocher Musiche Originali Christopher Lennertz Fotografia Julien Meurice Montaggio Dimitri Amar Casting Michael Laguens Scenografia Jérémie Streliski Produttore Raphaël Rocher

Cast Artistico

Eriq Ebouaney Adewale Aurélien Recoing Jimenez Jean-Pierre Martins Ouessem Jo Prestia Greco Claude Perron Aurore Yves Pignot René
Domenico Procacci presenta

THE HORDE

Yannick Dahan & Benjamin Rocher
Una produzione Capture The Flag Films

Trailer

Sinossi

Nella banlieue parigina, quattro poliziotti corrotti decidono di vendicare un amico assassinato da terribili delinquenti che si rinchiudono in un edificio popolare abbandonato. Appena giunti sul posto, la vendetta personale dei poliziotti si trasforma in un incubo. Intrappolati dal nemico, si aspettano di venire uccisi da un momento all’altro, quando accade l’impensabile: orde di creature sanguinarie assediano il palazzo e li attaccano con rara violenza. Rifugiati sul tetto, i sopravvissuti scoprono sbigottiti che il mondo è piombato nel caos. Centinaia di cadaveri formano una massa informe nelle strade che si estende fino all’orizzonte, rivelando una capitale incendiata. Soli e feriti, nutriti da un odio reciproco, poliziotti e malviventi non hanno altra scelta che unire le forze e tentare di sopravvivere. Li attendono 13 esigui piani devastati. 13 piani invasi da creature voraci! Ma la minaccia più grave non è quella che si crede...

Note

INTERVISTA AI REGISTI : POTETE RACCONTARCI COME VI SIETE CONOSCIUTI ? YANNICK : é passato molto tempo ormai ! Benjamin e suo fratello (Raohael, il produttore), lavoravano per un canale televisivo appena nato. Lo stesso Raphael, che si occupava del palinsesto, mi chiese di presentare un programma sul cinema, anche se in realtà mi occupavo d’altro. BENJAMIN : Lavoravo all’epoca come graphic designer e mi occupavo di creare l’animazione per il programma di Yannick. Così ci siamo conosciuti. Quando la stazione televisiva dovette chiudere, io e mio fratello decidemmo di aprire una nostra casa di produzione televisiva, e chiedemmo a Yannick di intraprendere questa avventura con noi. Da allora non ci siamo più separati e insieme abbiamo creato la CAPTURE FLAG FILMS. COME NASCE IL PROGETTO DI THE HORDE ? BENJAMIN: THE HORDE, è il risultato di un lavoro di squadra, nato da un’opportunità. Canal + stava cercando una serie di film di genere da inserire nel palinsesto e decise di creare una collezione di film dal nome FRENCH FRAYEURS (French Fears). L’idea era quella di finanziare dei film dell’orrore, 100% francesi, diretti da giovani registi. YANNICK: Io e Benjamin volevamo girare un film da molto tempo e stavamo già lavorando alla sinossi di un altro progetto. Però, il budget necessario per un lungometraggio era troppo alto. Così pensammo a qualcosa di più modesto che potesse svolgersi in un unico luogo. L’altra peculiarità era che dovesse trattarsi di un film fantasy. Un giorno dissi semplicemente a Raphael Rocher che sarebbe stato fantastico utilizzare la logica di “ Dal tramonto all’Alba”, un film che passa da un genere all’altro. Successivamente io e Benjamin abbiamo scelto i due generi che si sarebbero intrecciati: film noir urbani degli anni 70’ e film sugli zombie. Almeno quella era l’intenzione di partenza. Questa logica è infatti evoluta durante la lavorazione del film, e si può dire che THE HORDE abbia preso i toni di un film d’azione più che dell’orrore. AVETE REALIZZATO CORTOMETRAGGI PRIMA DI GIRARE THE HORDE? BENJAMIN: Dopo i miei studi ho avuto modo di girare diversi corti; per lo più di animazione all’inizio, successivamente ho realizzato progetti che mescolano immagini realizzate al computer con immagini reali, come per Ticketland, un corto realizzato con Dimitri Amar, il montatore di THE HORDE. Questo a dimostrare che siamo in realtà una vera famiglia. I nostri collaboratori però giustamente volevano essere certi che saremmo riusciti a sostenere una lavorazione così ambiziosa come quella di THE HORDE. Dunque, proprio nel bel mezzo delle trattative, decidemmo di realizzare un corto chiamato RIVOALLAN. Questo corto rassicurò i nostri finanziatori e fu la prova ancora una volta che io e Yannick eravamo un’ottima squadra! YANNICK: Io avevo realizzato dei corti da giovane, ma niente che mi avesse potuto preparare per THE HORDE. DITE CHE THE HORDE È STATO UN FILM DIFFICILE DA GIRARE. PERCHÉ? YANNICK: Dovevamo essere pazzi a voler fare questo film! Bisogna rendersi conto di questo! Tanto per cominciare, realizzare il primo film zombie francese è una cosa, ma convincere l’industria francese che si è dimenticata qualsiasi cosa riguardo al genere e lo guarda con pregiudizio, è un'altra. Dovevamo fargli capire che THE HORDE era un progetto supportato da entusiasti del genere e da un pubblico che ama questi film. BENJAMIN: Inoltre, bisogna tenere a mente che avevamo a disposizione un budget di soli due milioni di euro. Non è male come budget quando si fa un film indipendente, ma quando devi realizzare 300 zombie, orchestrare scene di sparatorie, occuparsi di 6 personaggi costantemente sottoposti a sforzi fisici con l’utilizzo di effetti speciali, allora, 2 milioni francamente non sono così tanti. Ma proprio perché era impossibile, e perché eravamo un po pazzi, siamo riusciti a cavarcela. YANNICK: Avevamo voglia di tornare indietro, a nostro modo, ai film di genere degli anni 60’, quando il cinema era fatto per far divertire il pubblico. Un cinema a volte comico, altre drammatico e intenso, e che creava un universo separato nel quale lo spettatore entrava e ne rimaneva coinvolto. PARLI DI UNIVERSI SEPARATI, CI SONO PERÒ TANTE INFLUENZE NEL VOSTRO FILM. YANNICK: Chiaramente, ma sono inconsapevoli. Io e Benjamin siamo degli appassionati di cinema. Siamo grandi fan di Sam Raimi, Spielberg, Jackson, Del Toro, i fratelli Cohen, McThiernan, Carpenter e Verhoeven. E di Romero ovviamente. Per questo forse consideriamo THE HORDE più un film d’azione che un film zombi. BENJAMIN: I film sugli zombie sono un genere a parte, un genere metaforico diciamo. Dal mio punto di vista gli zombie sono le creature più terrorizzanti nell’immaginazione collettiva perché toccano ciò di cui abbiamo più paura: la morte. Il concetto di un film sugli zombie, nel quale il morto torna a tormentare il vivo, a parte l’ovvio simbolismo, tocca qualcosa di profondamente esistenziale. THE HORDE È UN FILM ESISTENZIALE DUNQUE? YANNICK: Naturalmente non per noi. THE HORDE è una selvaggia montagna russa. Ci piacerebbe che lo spettatore andasse incontro ad una serie diversa di emozioni: allegria, paura, piacere, sorpresa, ecc.. Per noi, gli zombi del film non sono il fulcro principale. Li vediamo di più come coloro lasciati indietro che si vendicano di una società che li ha dimenticati. Questo è il motivo per cui la scena si svolge negli angoli più bui della città, nei ghetti francesi. BENJAMIN: Il nostro intento era che i personaggi fossero “larger than life”, quasi caricaturali ma che alla fine rivelassero la loro personalità. Non ci sono eroi in THE HORDE ma figure simboliche che si confrontano con l’alienazione della società francese. Tutto questo naturalmente è solo lo scenario circostante, non c’è un messaggio da mandare, né una lezione da tenere. Ciò nonostante, anche senza volerlo, un dialogo e una scena possono implicitamente parlare di razzismo, o etnocentrismo. COME È STATA LA REALIZZAZIONE DELLE SCENE? CI SONO STATI MOMENTI DI STRESS O TENSIONE A CUI NON ERAVATE PREPARATI? YANNICK: Si, è stato molto difficile per tutti. Non avevamo abbastanza tempo, né abbastanza soldi e siamo diventati pazzi! Abbiamo tutti imparato molto. È stata un’esperienza produttiva e una possibilità enorme d’imparare. Qualcosa simile ad un campo di battaglia, che né io né Benjamin potremmo mai dimenticare. È sotto pressione che una persona deve essere creativa. Quel tipo di pressione ti fa crescere.
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